ANTONIETTA LOMBARDI
Paesaggi e Comunità tra tradizione e futuro
AA 2025
Università degli Studi di Firenze
Studente: Antonietta Lombardi
Relatore: Prof. Roberto Bosi

Abstract
Il lavoro prende in esame l’Ex colonia ENI di Borca di Cadore, progettata da Edoardo Gellner negli anni Cinquanta, come caso studio emblematico per indagare il rapporto tra l’architettura e la pedagogia nel contesto delle colonie italiane del secondo dopoguerra. Il complesso, parte di un più ampio villaggio realizzato per volontà di Enrico Mattei e dell’ENI, rappresenta un'esperienza unica nel panorama architettonico italiano, dove l’idea di formazione collettiva e il contesto naturale si intrecciano profondamente nella concezione progettuale. Obiettivo del lavoro è quello di restituire il significato originario di questa architettura e di proporne un riuso attuale, che ne valorizzi le potenzialità spaziali e simboliche in una chiave educativa e culturale contemporanea. La tesi si sviluppa in due momenti distinti ma complementari: nella prima parte, di natura storica e critica, si approfondisce il contesto ideativo e progettuale della colonia, grazie a un’attenta analisi dei disegni originali di Gellner e di materiali d’archivio consultati presso l’Archivio Progetti IUAV. L'indagine è arricchita da un confronto con due casi coevi: la colonia SIP-ENEL di Riccione, opera di Giancarlo De Carlo, e la colonia ENPAS di Cesenatico, progettata da Paolo Portoghesi e Eugenio Abruzzini. Questi due esempi, pur non costituendo oggetti principali della ricerca, vengono utilizzati come riferimenti critici per ampliare la riflessione sul significato educativo e sociale delle colonie in un periodo in cui l'architettura era concepita come strumento attivo di formazione dell’individuo e della collettività. La seconda parte del lavoro si concentra sull’elaborazione di una proposta progettuale di riuso dell’ex colonia ENI. Tale progetto si fonda su una lettura attenta della Valle del Cadore attraverso gli stessi disegni di Gellner e uno studio puntuale dell’impianto originario, con particolare attenzione a uno degli elementi non realizzati del villaggio: il centro servizi, che avrebbe dovuto costituire un punto nevralgico del complesso. Si propone di collocare nuovi servizi, di essenziale importanza oggi, all’interno dell’ex edificio coloniale, dando così forma a un nuovo polo funzionale in grado di ospitare una scuola sperimentale dedicata a tre ambiti disciplinari fortemente interconnessi: Arte, Architettura e Paesaggio. L’ipotesi progettuale mira a rispettare e proseguire la visione originaria di Gellner, reinterpretandola alla luce delle attuali esigenze formative e delle nuove pratiche pedagogiche, in un’ottica di sostenibilità e valorizzazione del patrimonio culturale.
